Il pagliaio
Era l’anno 1937, lo ricordo bene. In cascina, dove sono nato nel 1930 al numero 416 di via Nizza, i ragazzini miei coetanei c’erano sempre. Giocavamo tutti insieme e nonostante lo scombussolamento delle galline che vivevano libere nell’aia i miei genitori permettevano ai miei compagni di scuola di giocare nel nostro cortile. C’era anche un ragazzo dodicenne o forse più che aveva in tasca degli zolfanelli. Lui fumava già qualche sigaretta autoprodotta: barba delle pannocchie di granturco e una striscia di carta raccolta in giro. Fu lui che accese un fiammifero all’ombra di un pagliaio. A un certo punto il pagliaio si incendiò e le fiamme divamparono divorandolo.
