Nichelino - Il quartiere Castello ha salutato una delle sue figure più conosciute e significative.
Ad agosto è venuto a mancare Umberto Cupitò, per tutti semplicemente “nonno Umberto”, che nei mesi scorsi aveva festeggiato il traguardo dei 100 anni circondato dall’affetto di familiari e amici.
Nato il 7 gennaio 1926 a Limbadi, in provincia di Vibo Valentia, Umberto conobbe fin da giovanissimo il valore del lavoro. A soli 14 anni iniziò a lavorare come apprendista muratore. Due anni più tardi, dopo la morte del padre, prese in mano l'attività di famiglia e divenne calzolaio, portando avanti con impegno e dedizione il mestiere artigianale.
Nel 1959 arrivò a Torino insieme alla mamma, raggiungendo i fratelli e le sorelle che già vivevano in città. Anche a Torino continuò il suo lavoro di calzolaio, gestendo con passione un negozio in via Palermo. Successivamente, chiusa l'attività, Umberto entrò alle dipendenze del Comune di Torino, prima come bidello e poi come custode in una scuola del quartiere Santa Rita, svolgendo ogni mansione con la consueta serietà.
Nel 1984 si trasferì con la famiglia a Nichelino, nel nuovo quartiere Castello, che da allora sarebbe diventato la sua vera casa. Qui Umberto ha trascorso gli ultimi decenni della sua vita, diventando un punto di riferimento per tante persone.
Con il pensionamento, nel 1994, iniziò per lui una nuova importante fase. Insieme alla moglie Rosaria, si dedicò soprattutto alla famiglia e ai suoi cinque amati nipoti: Matteo, Marco, Laura, Gianluca e Francesco, che rappresentavano la parte centrale dei suoi affetti. A inizio anno aveva festeggiato il suo centesimo compleanno con una grande festa, vissuta con gioia, attorniato da tutte le persone che gli volevano bene, mantenendo sempre quel carattere gioviale che lo ha contraddistinto.
“Nonno Umberto” salutava sempre tutti. Era una consuetudine semplice, ma profondamente sua: incontrare le persone, riconoscerle e rivolgere loro un sorriso e una parola gentile. Per molti anni, finché le forze glielo hanno consentito, aveva mantenuto una tradizione alla quale teneva molto : recarsi quotidianamente al pilone della Madonnina, luogo simbolico attorno al quale è sorto il quartiere Castello.
